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           Castelluccio Valmaggiore

      

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Fossili "Valle del Celone"

Fodinichnia (Strutture di nutrizione)

Sono gallerie o edifici di nutrizione di animali semisessili poco mobili prevalentemente detritivori. Questi organismi, tra i quali prevalgono i vermi, utilizzano come risorse trofiche le sostanze organiche contenute nei sedimenti in cui sono intanati; la tecnica più usata è quella di scavare in tutte le direzioni in cerca dei livelli più ricchi di nutrimento. Si hanno quindi cunicoli più o meno complessi spesso ramificati in tutte le direzioni. Queste gallerie non si incrociano mai tra di loro, rispecchiando un modo particolarmente efficiente di sfruttare le risorse organiche presenti nel sedimento. La categoria etologica dei fodinichnia è dunque caratterizzata da due attività combinate, l’assunzione di detrito organico come depositivori e lo spostamento all’interno del sedimento.

Nei fodinichnia si distinguono due morfologie prevalenti. La prima caratterizzata dai cunicoli a forma di U o di J con traverse (Spreite) mentre il secondo tipo, variamente ramificato, viene costruito come una “miniera” con le varie gallerie che si diramano dal pozzo centrale all’altezza dei livelli ricchi di nutrimento. E’ ipotizzabile che quando l’animale raggiunge un livello “produttivo”, scavi dapprima una galleria rettilinea e poi la arricchisca di diramazioni laterali (rami primari), lungo le quali si ripete il procedimento dando così origine alle ramificazioni secondarie. Dove si ha una grande densità di ramificazioni si presume che ci fosse una buona disponibilità di risorse alimentari, mentre rami radi o addirittura mancanti danno indicazioni di nutrimento scarso e assente. Fodinichnia sono noti fino al Cambiano. Tra le forme più significative ricordiamo:

1) Chondrites – Insieme di gallerie cilindriche a sviluppo tridimensionale che, partendo da un cunicolo verticale, si diramano obliquamente assumendo la morfologia di una ”pianta”. Per questo motivo sono state a lungo interpretate come alghe fossili e definite Fucoides. Ancora oggi una delle formazioni della serie umbro-marchigiana prende il nome di “Marne a fucoidi”. Sono frequenti nelle torbiditi.

18 MA c.a. (18.000.000 anni fa circa)

Zona del ritrovamento: Monte Sidone (Biccari)

Lunghezza: 6 cm circa

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Foto Chondrites presa dal Libro:

"Introduzione alla Paleontologia - Scienza della Terra"

Autori: S. Raffi - E. Serpagli      Editore: UTET 

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2) Zoophycos – Impronta elicospirale crescente verso il basso che si irradia da un asse centrale e la cui superficie è coperta da striature concentriche. Il diametro della struttura può raggiungere i 60 cm o più. Diverse ipotesi sono state proposte per spiegare l’origine di questo icnofossile e la più recente che lo interpreta come una tana composita costituita da una successione di tane ad U sovrapposte, sembra la più plausibile (Ekdale & Lewies, 1991).

18 MA c.a. (18.000.000 anni fa circa)

Zona del ritrovamento: Monte Sidone (Biccari)

Lunghezza: 30 cm circa

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Foto Zoophycos presa dal Libro:

"Introduzione alla Paleontologia - Scienza della Terra"

Autori: S. Raffi - E. Serpagli      Editore: UTET 

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Agrichnia

Il significato etologico dell’agrichnia è piuttosto incerto ma alcuni autori (Seilacher, 1977b) ritengono che le complicatissime piste e gallerie degli agrichnia fossero costruite da organismi fissatori molto sottili che ripassavano diverse volte lungo la galleria per procurarsi il cibo costituito da batteri o da latri microrganismi che erano rimasti intrappolati, o che erano stati allevati, nel muco che riveste la galleria. Sarebbero quindi il risultato di un’azione nutrizionale tipo pascolo combinata con un’azione per intrappolare il cibo. Un comportamento di questo tipo, con l’animale che ripassa continuamente lungo il percorso in cerca di batteri fraschi, può spiegare bene anche tracce enigmatiche come il Paleodictyon. Gli agrichnia sono particolarmente caratteristici di depositi a grana fine, pelagici o emipelagici; alcuni di essi (es. Paleodictyon) sono stati segnalati solo raramente in ambienti attuali (Ekdale, 1980; Gaillard, 1991). Sono noti dal Cambriano. Tra le forme più famose ricordiamo:

PaleodictyonSi tratta di un reticolato a nido d’ape in iporilievo formato da poligoni esagonali molto regolari. Il diametro delle maglie può variare da 1 a 50 mm ma è costante per lo stesso individuo. Il reticolato copre normalmente un’area di qualche decina di cm quadrati ma può estendersi arrivando a superare il metro quadrato. Il modo di origine è ancora in discussione e sono stati proposti diversi modelli: andamento meandrante con ricoprimento semplice.

18 MA c.a. (18.000.000 anni fa circa)

Zona del ritrovamento: Monte Sidone (Biccari)

Lunghezza: 5 cm circa

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Foto Paleodictyon presa dal Libro: "Introduzione alla Paleontologia - Scienza della Terra"

Autori: S. Raffi - E. Serpagli      Editore: UTET 

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Gasteropodo

Aquitaniano: 20-24 MA c.a. (20.000.000 - 24.000.000 anni fa circa)

Zona del ritrovamento: Castelluccio Valmaggiore - Largo Piano

Lunghezza: 4 cm circa

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Crostaceo

2 MA c.a. (2.000.000 anni fa circa)

Zona del ritrovamento: Lame di Biccari

Lunghezza: 4 cm circa

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Tutti i testi che vedete in questa pagina, sono stati gentilmente forniti dal Prof. Pasquale Cacchio.