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LE "CHIESE" DI CASTELLUCCIO VALMAGGIORE

Castelluccio Valmaggiore, oltre la Torre ha anche 3 bellissime Chiese.

Chiesa Madre di S. Giovanni Battista:

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Prima, fra le attuali Chiese, è la Parrocchiale, dedicata al glorioso S. Giovanni Battista, protettore di Castelluccio Valmaggiore. La chiesa attraverso i secoli fu ampliata, restaurata la cui vitalità si può dedurre dalle varie date che erano scolpite in alcuni luoghi della demolita chiesa.

Nel 1550 fu costruito l'altare ligneo con colonne tortili e scene dipinte della vita di S. Antonio Abate, a devozione di Angelo Lippi. Nel 1645 fu fuso il campanone il quale, suonava a distesa nelle festività solenni e chiamava alla preghiera nelle calamità dei fortunali. Nel 1689 la chiesa venne ampliata e allungata. La Chiesa parrocchiale veniva solennemente consacrata il 25 giugno 1769 da mons. Marco De Simone, vescovo di Troia. A perpetuarne la ricordanza, fu posta la scritta in lapide marmorea nel corno dell'Evangelio del Presbiterio.

La lapide è andata distrutta, però l'iscrizione è riportata dal Savino (L. Savino, storia religiosa e civile di Castelluccio Valmaggiore, pag. 16).

Vi era un altare maggiore in marmo policromo di stile barocco eretto dalla devozione della famiglia Norio (1766). Ora ricostruito nella cappella di S. Giovanni. La statua artistica lignea in grandezza naturale del Santo protettore S. Giovanni Battista è opera dello scultore napoletano Gaetano Fiore, scolpita a Napoli nel 1853.

La chiesa era lunga 30 metri per 8 di larghezza con cappelle annesse, a destra quella del Rosario e a sinistra quella di S. Giovanni e del Corpus Domini. Aveva il coro ligneo di noce con 20 stalli ed era a forma rettangolare, e fu costruito nel 1597. Nel 1957 è stata demolita la vetusta chiesa, dalla cui demolizione sono comparse sulla parete sinistra, retrostante la volta posta sull'altare maggiore, delle immagini dipinte di Sati vestiti col saio bianco, lo scapolare nero, la correggia di cuoio nero ai fianchi e le catene ai piedi ed altri simboli. Proprio dove sorgeva il campanile uscirono altri loculi con urne cinerarie e coppe. Il 23 giugno 1958 fu messa la pietra angolare della costruenda chiesa da mons. A. Mistrorigo, vescovo di Troia.

Ora la nuova chiesa è una costruzione in mattoni, con la navata principale di 32 metri per 10 e alta circa 20 metri, con soffitto a capriata ed unico altare, simbolo di Cristo e secondo le vigenti disposizioni liturgiche del Vaticano II. Le pareti sono in mattoni con rivestimenti di marmo alla base. Cinque finestre sono con vetrate istoriate nell'altare maggiore della vita di Gesù e una sul portale con Maria, madre della Chiesa. Alla parte destra è installata la via Crucis in bronzo su marmo onice. Mentre, a sinistra c'è la cappella di S. Giovanni con altare in marmo ed immagine del Santo al centro, e le cinque finestre istoriate con la vita di S. Giovanni Battista.

Ogni anno il 24 giugno si celebra la festa di S. Giovanni Battista.

 

Chiesa di Santa Maria delle Grazie:

"In me ogni grazia" è la dicitura scritta sull'architrave della chiesa di Santa Maria delle Grazie. In altri tempi la chiesa non era dedicata a Santa Maria, ma alla Madonna della Cintura. Durante un restauro effettuato dopo il 1880, venne alla luce una pietra riportante la data MCXIV (1114). Durante tali lavori fu collocata anche la campanella del conventino di San Nicola.

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L'edificio è una bella costruzione rettangolare solida, con un portale classico in pietra d'intaglio con l'abside rotonda. Al centro si ergeva una cupola, poi demolita perché pericolante. Di fianco la chiesa sorge l'asilo infantile costruito ex novo sulle fondamenta dell'antico cenobio degli agostiniani scalzi. Sul lato sinistro della chiesa passa la principale arteria stradale, mentre di fronte si apre una piazza alberata.

Un giardino ed un viale alberato con alianti e pseudo gelsi (piscitielli) secolari si aprivano davanti alla chiesa fino agli inizi del 1800. Vi era, in tale giardino una croce situata su una colonna di pietra alta circa 2,30 metri. La colonna, a sua volta era collocata su gradoni. La croce fu poi collocata dove attualmente è il consorzio agrario. Nel 1934 fu sistemata all'incrocio delle due vie: Castelluccio-Ponte Celone e via Vecchia Troia in contrada S. Rocco.

La croce fu trafugata nel 1974, pensando che fosse un cimelio archeologico, mentre sembra che la colonna sia pietra miliare della via Traiana.

La chiesa fiorì per culto e venerazione alla Vergine S.S. delle Grazie e si venerava una bellissima immagine i cui occhi erano meravigliosi, mentre le vesti erano seriche, perché di fattura del settecento napoletano.Ogni anno l'8 settembre si celebra la festa della natività per cui è stato scolpito un gruppo ligneo di Maria bambina, opera dello Stuflesser di Ortisei (BZ).

Chiesa di San Rocco:

La chiesa sorgeva sul piano ove è ora lo spiazzale di via S. Rocco. Venne demolita nel 1952 perché pericolante, mentre l'artistica e vetusta statua lignea di San Rocco è nella chiesa di S. Maria. S. Rocco è venerato compatrono di Castelluccio. Si festeggia con solennità religiosa e civile ed il giorno è il 16 agosto.

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La chiesa sorse certamente per ottenere protezione contro la peste dei bovini, suini ed ovini, contro il carbonchio ematico, chiamato "mbolla maligna" cioè fistula maligna ed il colera.

S. Rocco è invocato contro tutte le infermità umane, sia corporali che spirituali. Nel 1972 spianando dove era la chiesa, venne alla luce una lapide in pietra nostrana. L'iscrizione in latino stentato ricorda l'erezione di un nuovo altare dedicato a S. Rocco, eretto col concorso popolare nel 1787. La pietra è conservata da un privato. "Questo altare" dice l'epigrafe "distrutto fu restaurato dalla carità del popolo e dedicata a S. Rocco A.D. 1787".

Tratto dai libri:

"Notizie storiche intorno al comune ed al clero di Castelluccio Valmaggiore - Canonico Domenico De Palma"

"Profilo storico di Castelluccio Valmaggiore - Rocco Antonio Pompa"

 

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Ideato, prodotto e realizzato da Cristina Giannetta --2002 ~ 2008--

Le foto sono state scattate da Flavio Pàstena, e la  riproduzione è vietata senza autorizzazione.